Jamrock Festival

Domenica 22 luglio 2018

SUD SOUND SYSTEM

A tre anni dal loro ultimo lavoro i SUD SOUND SYSTEM sono tornati con il loro decimo album “Eternal Vibes” dopo essersi esibiti nelle maggiori capitali europee e per la prima volta in Giamaica.
16 tracce cariche di emozioni e messaggi che li confermano ambasciatori del reggae in Italia e nel mondo e rappresentanti delle inconfondibili sonorità Made in Salento. L’album rivela la doppia faccia degli artisti, che si identificano con i briganti: ribelli, arrabbiati e allo stesso tempo sognatori e innamorati, alla ricerca di un equilibrio nella società attuale. “Eternal Vibes” è un invito a liberarsi dalle bugie del sistema e a mettere in discussione retoriche e luoghi comuni. Un album di denuncia sociale, contro l’indifferenza delle istituzioni alle problematiche giovanili, contro lo strapotere di banche e multinazionali e più in generale contro le violenze di oggi, celate dall’ipocrisia della chiesa e delle religioni istituzionalizzate. Allo stesso tempo è un disco di ballate d’amore e di riscoperta della propria terra, ricco di collaborazioni tra cui Enzo Avitabile, U-Roy, Anthony B, Freddy Mc Gregor e Wild Life.
I SUD SOUND SYSTEM sono tra i primi ad aver portato le sonorità reggae e la dancehall giamaicana in Italia. Autori di grandi successi, come “Sciamu a ballare” e “Le radici ca tieni”, la loro carriera è costellata di incontri con importanti artisti italiani e internazionali, tra cui la collaborazione con Neffa in “Chiedersi come mai”.
Fin dagli esordi hanno provocato un impatto notevole nel mondo musicale italiano sia per l’uso del dialetto salentino e la freschezza delle trovate musicali sia per l’impegno senza retorica dei testi, da sempre in prima linea per fare della propria musica uno strumento di denuncia e di dibattito sociale.

RUSTY ROCKERZ

La musica reggae è geneticamente collegata ad un credo religioso ben preciso e a definiti valori spirituali,
morali ed etici. Quando però certi concetti non vengono capiti a fondo e vengono utilizzati come strumento
di vanità, nascono stereotipi e caricature che altro non fanno che danneggiare e svalutare la cultura di un
intero popolo.

I Rusty Rockerz hanno iniziato a comporre e scrivere musica reggae mantenendo sempre il focus su un
dettaglio importante: la sincerità.
Fin dal primo incontro in sala prove, Elia De Toni, Elia Turchetto, Andrea Meneghello, Jonny Mancin e Gino Savian hanno chiarito una cosa prima di tutto: non siamo rasta, non siamo giamaicani, ci piace la musica reggae, facciamola a modo nostro.

Dopo un anno di sala prove senza esibizioni live esce “Revive”, il primo EP autoprodotto che da il via ai live shows della band. Lo stile è raggae-dancehall, con leggere contaminazioni che conferiscono originalità al collettivo. L’utilizzo dell’inglese/patois non vuole essere un tradimento degli ideali della band ma piuttosto un’esigenza espressiva di un determinato stato mentale coniugato in modo personale attraverso le lyrics.

Passano i mesi e si accumulano i live shows che vengono accolti molto positivamente dal pubblico. C’è bisogno di aiuto, c’è voglia di fare più chilometri, c’è sempre più fame di live. Per questi motivi nell’aprile 2015 la band stringe una collaborazione con Big Up Events di Marco Bozzato che di li a poco avrebbe messo in piedi il progetto #yutzaredafuture insieme a Luca Cazzaro aka Papaluka.
Le date aumentano e le esperienze sono tante. Nel frattempo la band pubblica un paio di singoli associati a videoclip fra cui “Reggae Docta”. A fine 2016 i Rusty Rockerz si mettono in contatto Paolo Baldini, il quale, dopo aver ascoltato le demo proposte dalla band accetta di collaborare. Baldini avrà un ruolo fondamentale di indirizzo contribuendo a definire il sound dei Rusty Rockerz e gli obbiettivi da perseguire. A febbraio 2018 esce finalmente ” To Di Dancehall Room ” , il nuovo lavoro prodotto da Paolo Baldini , anticipato dal primo videoclip omonimo titolo del ep !